Quattro lavoratori olandesi su dieci sono part time. In Bulgaria è uno su sessanta.
Silver Data Lab Research Desk · Analisi statistica · Pubblicato il 14 giugno 2026
- Fonte dei dati
- Eurostat
- Periodo di riferimento
- 2025
- Ultimo aggiornamento
- 15 agosto 2026
Dati principali
- Nel 2025 il 17,0% degli occupati fra i 20 e i 64 anni nell'UE lavorava part time.
- I Paesi Bassi registrano il 38,6%, l'Austria il 30,2% e la Germania il 29,2%.
- La Bulgaria registra l'1,7%, la Romania il 2,3% e la Croazia il 2,9%.
- Il dato olandese è quasi 23 volte quello bulgaro: il rapporto più ampio su qualunque indicatore del lavoro di questo sito.
- Il part time involontario è il 2,5% dell'occupazione dell'UE, quindi la maggior parte del part time nell'Unione è scelto.

La differenza più ampia del mercato del lavoro dell'Unione
Il lavoro part time comprende chiunque abbia un orario abituale inferiore alla norma di tempo pieno del proprio paese. Nell'UE del 2025 il 17,0% degli occupati fra i 20 e i 64 anni lavorava part time.
I dati nazionali coprono dal 38,6% all'1,7%: un rapporto di quasi 23 a uno, e la distanza più ampia che questo sito abbia registrato su un qualunque indicatore del mercato del lavoro.
Il caso olandese
I Paesi Bassi registrano il 38,6%. Quasi due lavoratori su cinque sono part time, il che non è una soluzione marginale ma un modo ordinario di avere un impiego.
Seguono l'Austria con il 30,2%, la Germania con il 29,2% e il Belgio con il 24,3%, a formare un gruppo nord-occidentale ben staccato dagli altri.
La domanda che una cifra del genere solleva è se rappresenti un'opportunità o un vincolo, e lo stesso dataset risponde. Il part time involontario — persone che lavorano part time perché non hanno trovato ore a tempo pieno — è il 4,3% dell'occupazione olandese. Rispetto a un tasso di part time del 38,6%, significa che circa un lavoratore part time olandese su nove preferirebbe lavorare di più.
Gli altri otto su nove lavorano part time per scelta.
La Spagna, e il contrasto
La Spagna registra il 13,1% di lavoro part time e il 5,0% di part time involontario. Circa il 38% del part time spagnolo non è desiderato, contro l'11% nei Paesi Bassi.
Il tasso di part time spagnolo è un terzo di quello olandese e la sua componente involontaria è più grande in termini assoluti. Due paesi possono essere confrontati sulla cifra di riferimento e trarne conclusioni opposte.
È la ragione per cui un tasso di part time non va mai letto da solo, e per cui qui la serie sull'involontarietà è citata accanto.
L'Est
La Bulgaria registra l'1,7%, la Romania il 2,3%, la Croazia il 2,9%, la Slovacchia il 4,2% e l'Ungheria il 4,4%.
Il lavoro part time è di fatto assente da questi mercati del lavoro. La spiegazione consueta è che i salari siano abbastanza bassi da rendere insufficiente un reddito part time per mantenere un nucleo familiare, quindi la soluzione non è praticabile indipendentemente da chi la preferirebbe.
Coerentemente, in questi paesi anche il part time involontario è bassissimo: lo 0,4% in Bulgaria e Cechia, lo 0,5% in Ungheria e Slovacchia. Le persone non vengono spinte nel part time; l'opzione semplicemente non fa parte del mercato.
Che cosa segue la classifica
I tassi di part time seguono i livelli di reddito familiare, la disponibilità di servizi per l'infanzia e il fatto che sistemi fiscali e di welfare rendano o meno conveniente un secondo reddito parziale. Seguono anche il genere: nell'Unione il part time è svolto in misura sproporzionata dalle donne, e gli Stati membri in testa a questa classifica sono quelli in cui un rientro parziale al lavoro dopo i figli è la norma.
È per quel legame che questo indicatore va accanto al divario occupazionale di genere, anziché essere letto da solo come misura della qualità del lavoro.
Occupazione part time, 2025
| Paese | % degli occupati 20-64 anni | Scarto da Media UEpunti percentuali, valore derivato |
|---|---|---|
| Paesi Bassi | 38,6 | +21,6 |
| Austria | 30,2 | +13,2 |
| Germania | 29,2 | +12,2 |
| Unione europeaaggregato | 17,0 | — |
| Croazia | 2,9 | −14,1 |
| Romania | 2,3 | −14,7 |
| Bulgaria | 1,7 | −15,3 |
Che cosa questi dati non dicono
- Il part time è definito a livello nazionale
- Non esiste una soglia oraria unica. La classificazione poggia su ciò che conta come tempo pieno nel mercato del lavoro di ciascun paese, che differisce, quindi il confronto è fra norme nazionali tanto quanto fra ore lavorate.
- La cifra di riferimento non dice nulla sulla scelta
- Un alto tasso di part time può riflettere flessibilità oppure mancanza di lavoro a tempo pieno. Solo la serie sull'involontarietà li distingue, ed è per questo che questo studio la cita; il lettore non deve dedurre la qualità dalla sola cifra di riferimento.
- Fortemente connotato per genere
- Nell'Unione il lavoro part time è svolto in misura sproporzionata dalle donne, e un tasso nazionale è determinato in larga parte dai modelli di lavoro femminili. Un tasso per entrambi i sessi lo nasconde, e questo studio non disaggrega la serie per sesso.
- Le ore non sono misurate
- Il part time comprende tutto, da poche ore alla settimana a quasi il tempo pieno. Due paesi con lo stesso tasso possono avere ore effettivamente lavorate molto diverse.
Domande frequenti
- Quanto è diffuso il lavoro part time nell'UE?
- Nel 2025 il 17,0% degli occupati fra i 20 e i 64 anni lavorava part time. I tassi nazionali vanno dal 38,6% dei Paesi Bassi all'1,7% della Bulgaria.
- Quale paese dell'UE ha più lavoro part time?
- I Paesi Bassi, con il 38,6% dell'occupazione nel 2025: quasi due lavoratori su cinque. Seguono l'Austria con il 30,2% e la Germania con il 29,2%.
- Il lavoro part time nell'UE è volontario?
- In gran parte sì. Il part time involontario è il 2,5% dell'occupazione dell'UE contro un tasso di part time del 17,0%. La proporzione differisce nettamente per paese: circa un lavoratore part time olandese su nove preferirebbe il tempo pieno, contro quasi due su cinque in Spagna.
- Perché il lavoro part time è così raro nell'Europa orientale?
- La Bulgaria registra l'1,7% e la Romania il 2,3%. La spiegazione consueta è che i salari siano abbastanza bassi da rendere un reddito part time insufficiente a mantenere un nucleo familiare. In questi paesi anche il part time involontario è bassissimo, quindi il quadro è quello di un'opzione assente e non di persone spinte fuori dal tempo pieno.
Nota metodologica
Eurostat pubblica l'occupazione part time a partire dall'indagine europea sulle forze di lavoro come quota sull'occupazione totale, usando la definizione di tempo pieno di ciascun paese. Questo studio usa la popolazione fra i 20 e i 64 anni, entrambi i sessi.
I dati sull'involontarietà citati accanto provengono dalla serie sui lavoratori part time sottoimpiegati dello stesso dataset, estratta con gli stessi filtri di età, sesso e unità e archiviata insieme.
I valori si riferiscono al 2025 e coprono tutti i 27 Stati membri.
La quota di lavoro part time che è involontaria è calcolata da Silver Data Lab come rapporto fra le due serie pubblicate ed è segnalata come derivata. Eurostat non pubblica quel rapporto.
Dati di origine
La serie alla base dello studio può essere consultata e riscaricata da Eurostat data browser. I filtri indicati sotto sono quelli applicati.
Part-time employment and temporary contracts
lfsi_pt_a
- Filtri applicati:
- freq=A · wstatus=EMP_PT · sex=T · age=Y20-64 · unit=PC_EMP · time=2025
- Estratto il:
- 2026-08-11
- Fonte aggiornata il:
- 2026-06-11
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