Un europeo su cinque è a rischio di povertà o esclusione
Silver Data Lab Research Desk · Analisi statistica · Pubblicato il 11 giugno 2026
- Fonte dei dati
- Eurostat
- Periodo di riferimento
- 2025
- Ultimo aggiornamento
- 21 agosto 2026
Dati principali
- Nel 2025 il 20,9% della popolazione dell'UE era a rischio di povertà o esclusione sociale: circa una persona su cinque.
- La Bulgaria registra il tasso più alto, il 29,0%, davanti alla Grecia con il 27,5% e alla Romania con il 27,4%.
- La Cechia registra il più basso, l'11,5%, seguita dalla Polonia con il 15,0% e dalla Slovenia con il 15,5%.
- La misura combina tre condizioni distinte, e una persona è contata una volta sola se ne ricorre almeno una.
- La sua componente di reddito è relativa alla mediana di ciascun paese, quindi lo stesso reddito può contare come povertà in uno Stato membro e non in un altro.

Un indicatore composito che risponde a tre domande insieme
Il rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE) è l'indicatore sociale di riferimento dell'Unione europea, quello rispetto al quale sono fissati i suoi obiettivi di riduzione della povertà. Nel 2025 riguardava il 20,9% della popolazione dell'UE: circa una persona su cinque.
È una misura composita. Una persona viene contata se ricorre almeno una di tre condizioni: un reddito disponibile equivalente inferiore al 60% della mediana nazionale, una grave deprivazione materiale e sociale, oppure l'appartenenza a un nucleo familiare a intensità di lavoro molto bassa. Soddisfare due o tre condizioni non conta due volte.
È quella costruzione a rendere l'indicatore utile e allo stesso tempo facile da fraintendere. Cattura tre tipi diversi di svantaggio in un solo numero, e quel numero non dice quale dei tre stia determinando il risultato di un paese.
L'intervallo nell'Unione
La Bulgaria registra il tasso più alto, il 29,0%, seguita dalla Grecia con il 27,5% e dalla Romania con il 27,4%. All'altro capo la Cechia registra l'11,5%, la Polonia il 15,0% e la Slovenia il 15,5%.
La distanza fra Bulgaria e Cechia è di 17,5 punti percentuali. Un residente dell'Unione ha una probabilità circa due volte e mezzo maggiore di rientrare in questa misura a Sofia che a Praga.
La soglia relativa, e che cosa comporta per i confronti
La componente di reddito della misura è definita rispetto alla mediana di ciascun paese, non rispetto a uno standard europeo. Il sessanta per cento della mediana in Lussemburgo e il sessanta per cento della mediana in Bulgaria sono somme di denaro molto diverse.
È una scelta deliberata, non un difetto. Nel quadro statistico europeo la povertà è intesa come esclusione dal tenore di vita normale della società in cui una persona vive, e quello standard è nazionale. Ma ha una conseguenza che conta nel leggere la classifica: un paese può ridurre questo indicatore diventando più egualitario senza che nessuno stia meglio, e un paese in cui tutti i redditi salgono insieme non registrerà alcun miglioramento.
La Cechia all'11,5% è l'illustrazione più chiara. È il tasso più basso dell'Unione, ed è un'affermazione sulla distribuzione dei redditi cechi, non sul loro livello.
Perché serve una seconda misura
Poiché la soglia si muove con la mediana di ciascun paese, l'indicatore non può dire se le persone di uno Stato membro stiano materialmente peggio di quelle di un altro. Per quella domanda la componente di deprivazione va letta separatamente, e produce una classifica diversa: è l'oggetto dello studio gemello sulla deprivazione materiale e sociale.
Le due misure concordano agli estremi e divergono nel mezzo, e le divergenze sono dove stanno i casi interessanti.
A rischio di povertà o esclusione sociale, 2025
| Paese | % di popolazione | Scarto da Media UEpunti percentuali, valore derivato |
|---|---|---|
| Bulgaria | 29,0 | +8,1 |
| Grecia | 27,5 | +6,6 |
| Romania | 27,4 | +6,5 |
| Unione europeaaggregato | 20,9 | — |
| Slovenia | 15,5 | −5,4 |
| Polonia | 15,0 | −5,9 |
| Cechia | 11,5 | −9,4 |
Che cosa questi dati non dicono
- La soglia di reddito è nazionale, non europea
- La componente di rischio di povertà usa il 60% della mediana del reddito equivalente di ciascun paese. Il valore monetario di quella soglia differisce di diverse volte fra gli Stati membri più ricchi e i più poveri, quindi l'indicatore misura la posizione relativa dentro una società e non un tenore di vita comune.
- Un composito non dice quale componente si sia attivata
- Una persona è contata una volta sola sia che soddisfi una, due o tutte e tre le condizioni. Due paesi con tassi complessivi identici possono avere composizioni del tutto diverse — uno determinato dal basso reddito, un altro dalla bassa intensità di lavoro — e il dato complessivo non permette di distinguerli.
- Dati da indagine, con l'incertezza che ne consegue
- Queste cifre provengono da EU-SILC, un'indagine sulle famiglie condotta dagli istituti statistici nazionali. Sono stime campionarie, non conteggi, e le differenze piccole fra paesi o fra anni non vanno sovrainterpretate. Silver Data Lab pubblica le stime così come sono diffuse e non ne ricalcola la precisione.
- I dati di reddito sono sfasati rispetto all'anno di indagine
- La componente di reddito di EU-SILC si riferisce in genere all'anno solare precedente l'indagine, mentre deprivazione e intensità di lavoro si riferiscono al periodo dell'indagine stessa. I periodi di riferimento dentro il composito non sono quindi perfettamente allineati.
Domande frequenti
- Che cosa significa essere a rischio di povertà o esclusione sociale?
- È l'indicatore sociale di riferimento dell'UE. Una persona viene contata se ricorre almeno una di tre condizioni: un reddito inferiore al 60% della mediana del proprio paese, una grave deprivazione materiale e sociale, oppure l'appartenenza a un nucleo a intensità di lavoro molto bassa. Soddisfarne più di una non conta due volte.
- Quante persone nell'UE sono a rischio di povertà?
- Il 20,9% della popolazione nel 2025, circa una persona su cinque. I tassi nazionali andavano dall'11,5% della Cechia al 29,0% della Bulgaria.
- Quale paese dell'UE ha il rischio di povertà più alto?
- La Bulgaria, con il 29,0% nel 2025, davanti alla Grecia con il 27,5% e alla Romania con il 27,4%. I più bassi sono la Cechia con l'11,5%, la Polonia con il 15,0% e la Slovenia con il 15,5%.
- La soglia di povertà è la stessa in tutta l'UE?
- No. La componente di reddito è fissata al 60% della mediana del reddito di ciascun paese, quindi la soglia monetaria differisce sensibilmente fra Stati membri. L'indicatore misura la posizione relativa dentro una società, non un tenore di vita europeo comune.
Nota metodologica
L'indicatore è il tasso di rischio di povertà o esclusione sociale di Eurostat per il totale della popolazione, pubblicato in percentuale. Una persona è contata una volta sola se ricorre almeno una di tre condizioni: reddito disponibile equivalente inferiore al 60% della mediana nazionale, grave deprivazione materiale e sociale, oppure appartenenza a un nucleo a intensità di lavoro molto bassa.
I valori si riferiscono al 2025, l'anno più recente con copertura completa dei 27 Stati membri alla data di estrazione.
La distanza di 17,5 punti fra lo Stato membro più alto e il più basso è derivata da Silver Data Lab per differenza fra i due tassi pubblicati.
Dati di origine
La serie alla base dello studio può essere consultata e riscaricata da Eurostat data browser. I filtri indicati sotto sono quelli applicati.
Persons at risk of poverty or social exclusion by age and sex
ilc_peps01n
- Filtri applicati:
- freq=A · age=TOTAL · sex=T · unit=PC · time=2025
- Estratto il:
- 2026-08-11
- Fonte aggiornata il:
- 2026-06-08
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