L'Italia spende in pensioni una quota di PIL più alta di ogni altro paese dell'UE
Silver Data Lab Research Desk · Analisi statistica · Pubblicato il 04 ottobre 2026
- Fonte dei dati
- Eurostat
- Periodo di riferimento
- 2024
- Ultimo aggiornamento
- 11 ottobre 2026
Ricontrollato con la fonte il 08 ottobre 2026. 6 valori dei suoi dataset sono cambiati tra le istantanee, 2 dei quali sono cifre riportate in questa pagina. Tutte le revisioni che abbiamo osservato →
Dati principali
- Nel 2024 l'UE ha speso per le pensioni il 12,62% del proprio PIL, un dato provvisorio: in aumento rispetto al 12,31% stimato per il 2023, ma ancora sotto il 13,15% stimato per il 2013.
- L'Italia ha speso il 15,91% del PIL, più di qualunque altro Stato membro; seguono l'Austria con il 15,56% e la Francia con il 15,06%. L'Irlanda ha speso il 4,04% e Malta il 5,08%.
- Fra il 2023 e il 2024 la quota è salita in 21 dei 27 Stati membri. L'aumento più ampio è stato quello dell'Austria, 1,12 punti, che l'ha portata al secondo posto davanti alla Francia; il conteggio e la variazione sono calcolati in questa pagina.
- Sull'intero periodo della tabella, dal 2013 al 2024, la quota è scesa in 15 Stati membri ed è salita in 12. La Grecia, prima ogni anno dal 2013 al 2018, è passata da un massimo del 17,84% nel 2015 al 14,09% nel 2024, che la colloca al quinto posto nell'Unione.
- Nel 2024 tredici Stati membri hanno speso per le pensioni meno del 10% del PIL: l'Irlanda e dodici dei tredici paesi entrati nell'UE dal 2004 in poi.

Che cosa entra nel conto
Ogni valore riportato qui è la spesa di un paese per le pensioni in un anno, divisa per il suo prodotto interno lordo (PIL), il valore di tutto ciò che la sua economia ha prodotto in quell'anno. La parola pensione va intesa in senso ampio. Il totale comprende le pensioni di vecchiaia, anche quelle percepite in anticipo o solo in parte, e inoltre le pensioni di invalidità, le pensioni ai superstiti, che spettano per il legame con una persona deceduta, e le prestazioni di prepensionamento concesse per una ridotta capacità di lavoro o per ragioni legate al mercato del lavoro.
Ogni Stato membro comunica queste prestazioni a Eurostat secondo definizioni comuni, quelle del quadro noto come SESPROS (il Sistema europeo di statistiche integrate della protezione sociale), così che una pensione pagata a Lisbona e una pagata a Tallinn rientrino nelle stesse categorie. Le pensioni sono conteggiate al lordo, cioè prima di qualsiasi imposta sul reddito o contributo che il pensionato paghi su di esse, e vi rientrano sia quelle concesse solo dopo una verifica del reddito e del patrimonio del beneficiario sia quelle che non la richiedono.
Chi spende di più e chi spende di meno
Per l'Unione nel suo insieme la spesa è arrivata al 12,62% del PIL nel 2024, un valore che Eurostat segnala come provvisorio e che quindi potrà ancora essere rivisto. Quell'anno è il più recente della tabella e quello su cui si basa la classifica principale. L'Italia ha speso la quota più alta, il 15,91%, seguita dall'Austria con il 15,56% e dalla Francia con il 15,06%: sono gli unici tre Stati membri al 15% o più. Superano il 14% anche la Finlandia con il 14,46% e la Grecia con il 14,09%, mentre il Belgio con il 13,46%, la Spagna con il 13,23% e il Portogallo con il 13,00% completano il gruppo degli otto paesi sopra il dato UE.
In fondo alla classifica, l'Irlanda ha speso il 4,04%, Malta il 5,08%, l'Ungheria il 7,04%, la Lituania il 7,38% e Cipro il 7,56%: cinque Stati membri sotto l'8%. La quota italiana è poco più del triplo di quella maltese e supera di 11,87 punti percentuali di PIL quella irlandese: un rapporto e una differenza calcolati qui e non pubblicati dalla fonte, come del resto tutti i conteggi di paesi che compaiono nella pagina.
Perché la maggior parte dei paesi sta sotto il dato UE
Otto Stati membri superano il dato UE e diciannove ne restano al di sotto. Fra questi ultimi, i cinque più vicini al dato UE sono la Germania con l'11,83%, anch'esso un valore provvisorio, la Polonia con l'11,61%, la Danimarca con l'11,38%, i Paesi Bassi con l'11,18% e la Svezia con il 10,81%.
Il valore UE non è una semplice media delle 27 quote nazionali. Contando ogni paese una volta sola, quella media è pari al 10,64%, circa due punti sotto il dato UE; è calcolata in questa pagina e non compare nella tabella. Lo scarto è coerente con un dato riferito all'Unione presa come un'unica economia, in cui un paese grande pesa più di uno piccolo. Germania, Francia, Italia e Spagna, le economie più grandi dell'Unione, stanno tutte sopra quella media non ponderata: l'Italia è prima in classifica, la Francia terza, la Spagna settima e la Germania nona.
Tredici paesi sotto il dieci per cento
Nel 2024 tredici Stati membri hanno speso per le pensioni meno del 10% del PIL. Dodici di loro sono fra i tredici paesi entrati nell'Unione dal 2004 in poi: la Slovenia con il 9,99%, la Bulgaria con il 9,64%, la Slovacchia con il 9,45%, la Croazia con il 9,36%, la Romania con il 9,09%, la Cechia e la Lettonia con il 9,03% ciascuna, l'Estonia con l'8,67%, e poi Cipro, Lituania, Ungheria e Malta. La Polonia è l'unico dei paesi entrati con quegli allargamenti a superare la soglia. Il tredicesimo è l'Irlanda, membro da molto prima.
Una quota bassa può voler dire pensioni più modeste, meno persone che le percepiscono o semplicemente una produzione elevata al denominatore. Questo rapporto non distingue fra i tre casi, e la tabella non permette di capire quale valga per ciascun paese.
Dal 2013 al 2024: più cali che aumenti
Da qui in avanti ogni variazione citata è la differenza fra due quote pubblicate, calcolata in questa pagina, e da quelle differenze derivano anche i conteggi dei paesi in aumento o in calo. Sull'intero periodo coperto dalla tabella, dal 2013 al 2024, la quota è scesa in 15 Stati membri ed è salita in 12. Uno dei cali, quello ungherese, comprende un'interruzione di serie nel 2015, che Eurostat segnala quando cambiano le fonti o il metodo e i valori di prima e di dopo non sono più pienamente confrontabili. Il dato UE è passato da un 13,15% stimato al 12,62%, 0,53 punti in meno, ed è diminuito ogni anno dal 2013 al 2019.
L'Irlanda ha registrato il calo maggiore, 3,89 punti, seguita da Malta con 3,20, dalla Grecia con 2,83 e dal Portogallo con 2,64. Nella parte alta della tabella spicca la Grecia, che ha speso la quota più alta dell'Unione ogni anno dal 2013 al 2018, toccando il 17,84% nel 2015, il valore più alto registrato da uno Stato membro in tutta la tabella; nel 2024 era quinta, dietro Italia, Austria, Francia e Finlandia. L'Italia è passata al primo posto nel 2019 per tre centesimi di punto, 15,83% contro 15,80%, e da allora non lo ha più lasciato.
La quota maltese è scesa in nove degli undici confronti anno su anno che la tabella consente, dall'8,28% del 2013 al 5,08% del 2024.
Dodici Stati membri sono andati nella direzione opposta. La Finlandia è salita più di tutti, di 1,46 punti, al 14,46%, davanti al Lussemburgo con 1,24, al Belgio con 1,22 e all'Estonia con 1,21. Anche Slovacchia e Bulgaria sono salite di oltre un punto, mentre gli altri sei paesi sono saliti di meno.
Conta anche dove si ferma il confronto. Se lo si misura dal 2013 al 2023, diciannove Stati membri risultano in calo e otto in aumento; un solo anno di dati in più ha spostato Austria, Germania, Lituania e Romania dal primo gruppo al secondo.
Che cosa rivela il 2020 sui rapporti al PIL
Nel 2020 la quota è salita in 26 dei 27 Stati membri, con l'eccezione dell'Irlanda, e il dato UE è balzato da un 12,59% stimato a un 13,53% provvisorio, il valore più alto della sua serie. La Spagna è salita di 1,76 punti, l'Italia di 1,70 e la Grecia di 1,67. Nel 2021 la quota è scesa in tutti e 27 i paesi, e il calo più forte è stato quello italiano, di 1,34 punti.
Un movimento così uniforme, in salita ovunque e poi in discesa ovunque, è il comportamento tipico di un rapporto quando il suo denominatore, il PIL, varia nello stesso momento in tutta l'Unione, e il 2020 è stato l'anno in cui la pandemia ha interrotto l'attività economica in tutta Europa. Non è la prova che 26 governi abbiano aumentato le pensioni nello stesso anno. La tabella pubblica il rapporto ma non i suoi due termini, quindi non può mostrare quanta parte della variazione di un anno sia dovuta alle pensioni e quanta al PIL.
La spesa torna a salire dopo il 2022
Nel 2022 il dato UE è sceso al valore più basso della sua serie, il 12,22%, per poi risalire in ciascuno dei due anni successivi: di 0,09 punti nel 2023, quando la quota è aumentata in 17 Stati membri, e di 0,31 punti nel 2024, quando è aumentata in 21 dei 27. Il 12,62% del 2024 è il valore UE più alto dal 12,78% del 2021.
Nel 2024 l'Austria è salita più di tutti, di 1,12 punti, al 15,56%, il valore più alto della sua serie; è anche il maggiore aumento in un solo anno registrato da uno Stato membro, se si esclude il passaggio dal 2019 al 2020. È così passata dal terzo al secondo posto, davanti alla Francia. Polonia e Slovacchia sono salite entrambe di 0,80 punti, la Romania di 0,79 e la Finlandia di 0,73, un aumento che le è bastato per superare la Grecia e salire al quarto posto. Sei Stati membri sono scesi, nessuno più dell'Irlanda, che ha perso 0,20 punti; gli altri cinque sono Cechia, Danimarca, Malta, Ungheria e Cipro.
Perché il dato irlandese è così basso
L'Irlanda ha avuto la quota più bassa dell'Unione ogni anno dal 2015 al 2024. Fra il 2014 e il 2015 il suo valore è sceso dal 7,38% al 5,57%, un calo di 1,81 punti, il più forte registrato in un solo anno da uno Stato membro nella tabella. Quale dei due termini della frazione si sia mosso va oltre ciò che questa tabella può mostrare, ma la spiegazione più probabile sta al denominatore. La produzione irlandese è gonfiata dai conti dei gruppi multinazionali che in Irlanda detengono brevetti e contabilizzano profitti, guadagni che hanno poco a che vedere con i redditi di chi vive nel paese, e qualsiasi grandezza divisa per quella produzione sembra piccola. Il 4,04% è il valore pubblicato e resta in classifica, ma è la quota di una produzione che sovrastima l'economia interna, non una misura di quanto valgano le pensioni irlandesi.
Spesa per pensioni, 2024
| Paese | % del PIL | Scarto da Dato UEpunti percentuali, valore derivato |
|---|---|---|
| Italia | 15,91 | +3,3 |
| Austria | 15,56 | +2,9 |
| Francia | 15,06 | +2,4 |
| Unione europeaaggregato | 12,62p | — |
| Ungheria | 7,04 | −5,6 |
| Malta | 5,08 | −7,5 |
| Irlanda | 4,04 | −8,6 |
Marcature della fonte su questi valori: p provvisorio
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Variazione della spesa per pensioni, dal 2013 al 2024
| Paese | punti percentuali di PIL, 2024 meno 2013 | Scarto da Dato UEpunti percentuali, valore derivato |
|---|---|---|
| Finlandia | 1,46 | +2,0 |
| Lussemburgo | 1,24 | +1,8 |
| Belgio | 1,22 | +1,8 |
| Estonia | 1,21 | +1,7 |
| Unione europeaaggregato | -0,53 | — |
| Portogallo | -2,64 | −2,1 |
| Grecia | -2,83 | −2,3 |
| Malta | -3,20 | −2,7 |
| Irlanda | -3,89 | −3,4 |
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Che cosa questi dati non dicono
- Spesa lorda, prima delle imposte
- Il SESPROS registra le pensioni prima dell'imposta sul reddito e dei contributi sociali che i pensionati pagano su di esse. Dove le pensioni sono tassate di più, la quota lorda sopravvaluta ciò che resta ai pensionati, quindi due paesi con la stessa quota lorda possono lasciare ai loro pensionati importi diversi. Eurostat elabora i dati sulle prestazioni nette in un modulo a parte, che questa tabella non utilizza.
- Il PIL sta al denominatore
- Una quota del PIL sale quando la produzione cala e scende quando la produzione cresce, senza che cambi una sola pensione. La tabella pubblica soltanto il rapporto, quindi l'aumento simultaneo del 2020 e il calo del 2021 non si possono ripartire fra i due termini, e il PIL irlandese, gonfiato dalla contabilità delle multinazionali, fa apparire la quota dell'Irlanda più piccola di quanto suggerirebbe la sua spesa pensionistica se rapportata all'economia interna.
- Una definizione ampia di pensione
- Il totale unisce le pensioni di vecchiaia alle pensioni di invalidità e ai superstiti e alle prestazioni di prepensionamento. I paesi che sostengono le persone con disabilità, o chi lascia il lavoro in anticipo, con pensioni anziché con altre prestazioni mostreranno totali più alti per questa sola ragione. Sono coperti sia i regimi gestiti da enti pubblici sia quelli gestiti da enti privati, ma le forme che una persona sottoscrive per conto proprio, come una polizza pensionistica individuale, restano fuori dall'ambito del SESPROS.
- Stime, valori provvisori e un'interruzione di serie
- L'aggregato UE è segnalato come stimato dal 2013 al 2019 e per il 2022 e il 2023, e come provvisorio per il 2020, il 2021 e il 2024, quindi il dato di riferimento accanto alla classifica principale potrà ancora essere rivisto. Il valore della Germania per il 2024 è provvisorio, e quelli della Lettonia sono stimati in tutti gli anni. I valori della Croazia sono stimati dal 2013 al 2017, quelli della Romania dal 2013 al 2015 e quelli della Lituania dal 2013 al 2019, per cui in tutti e tre i casi il punto di partenza del confronto 2013-2024 è una stima; quelli di Lituania e Slovenia sono provvisori per il 2020 e il 2021. La serie ungherese presenta un'interruzione nel 2015, all'interno del periodo coperto da quel confronto.
Domande frequenti
- Quanto spende l'UE per le pensioni?
- Il 12,62% del PIL nel 2024, un dato provvisorio, contando pensioni di vecchiaia, di invalidità e ai superstiti e prestazioni di prepensionamento, al lordo delle imposte. Nel 2013 la stima era del 13,15%; il massimo è arrivato nel 2020, con un 13,53% provvisorio, e il minimo nel 2022, con un 12,22% stimato.
- Quale paese dell'UE spende di più per le pensioni?
- L'Italia, con il 15,91% del PIL nel 2024, davanti all'Austria con il 15,56% e alla Francia con il 15,06%. L'Italia è al primo posto in ogni anno dal 2019; dal 2013 al 2018 in testa c'era la Grecia.
- Quale paese dell'UE spende di meno per le pensioni?
- L'Irlanda, con il 4,04% del PIL nel 2024, seguita da Malta con il 5,08% e dall'Ungheria con il 7,04%. Il PIL irlandese comprende grandi profitti che i gruppi multinazionali contabilizzano in Irlanda, quindi un rapporto calcolato su di esso dice sulle pensioni irlandesi meno di quanto lasci intendere la classifica.
- Nell'UE la spesa per pensioni sta crescendo in rapporto al PIL?
- Negli ultimi due anni sì: il dato UE è passato dal 12,22% stimato del 2022 al 12,31%, anch'esso stimato, del 2023 e al 12,62% provvisorio del 2024, e nel 2024 la quota è salita in 21 dei 27 Stati membri. Resta però sotto il livello da cui parte la tabella, il 13,15% stimato del 2013, e 15 Stati membri hanno speso nel 2024 una quota più bassa che nel 2013.
Nota metodologica
La tabella misura la spesa per pensioni in percentuale del PIL per ciascuno Stato membro e per l'UE in ogni anno dal 2013 al 2024. Le pensioni sono la somma di pensioni di invalidità, prestazioni di prepensionamento per ridotta capacità lavorativa, pensioni di vecchiaia, pensioni di vecchiaia anticipate, pensioni parziali, pensioni ai superstiti e prestazioni di prepensionamento per ragioni di mercato del lavoro, sull'insieme dei regimi di protezione sociale, soggette o meno alla prova dei mezzi, così come vengono elaborate nel quadro del SESPROS.
La classifica principale e il testo usano il 2024, l'anno più recente. L'aggiornamento di Eurostat del 7 ottobre ne ha completato i dati per tutti gli Stati membri e per l'aggregato UE, aggiungendo i valori mancanti di Irlanda, Romania e UE. Ovunque la pagina citi una quota UE, si tratta dell'aggregato di Eurostat, riportato senza modifiche.
Silver Data Lab ha calcolato dalle quote pubblicate soltanto quanto segue: la variazione di una quota fra due anni, in punti percentuali, per uno Stato membro o per l'aggregato UE, il che comprende l'intera classifica 2013-2024, le variazioni dal 2023 al 2024, le variazioni annue dell'UE e i maggiori movimenti annui citati nel testo; la differenza fra le quote di due paesi nello stesso anno, Italia e Irlanda nel 2024 e Italia e Grecia nel 2019; la quota italiana del 2024 come multiplo di quella maltese; quanti Stati membri si trovano sopra o sotto una soglia o il dato UE, quanti sono saliti o scesi fra due anni, compreso il conteggio dal 2013 al 2023 messo a confronto con quello dal 2013 al 2024, e in quanti confronti anno su anno la quota maltese è scesa; le posizioni in classifica, i primi e gli ultimi posti e i valori più alti e più bassi descritti nel testo, compreso il confronto fra il valore UE del 2024 e quelli degli anni precedenti; e la media non ponderata delle 27 quote nazionali per il 2024, il 10,64%, con la sua distanza dal dato UE. Ogni altra cifra della pagina è di Eurostat.
Dati di origine
La serie alla base dello studio può essere consultata e riscaricata da Eurostat data browser. I filtri indicati sotto sono quelli applicati.
Expenditure on pensions as percentage of GDP
tps00103
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- Estratto il:
- 2026-10-08
- Fonte aggiornata il:
- 2026-10-07
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Silver Data Lab Research Desk (2026). L'Italia spende in pensioni una quota di PIL più alta di ogni altro paese dell'UE. Silver Data Lab, pubblicato il 04 ottobre 2026, ultimo aggiornamento 11 ottobre 2026. https://www.silverdatalab.com/it/studi/spesa-pensionistica-nell-ue
- Dati: Eurostat, Expenditure on pensions as percentage of GDP (tps00103), filtri freq=A, unit=PC_GDP, spdepm=TOTAL, spdepb=TOTAL; estratto il 2026-10-08; fonte aggiornata il 2026-10-07. https://doi.org/10.2908/tps00103
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